La Sociologia Clinica
Nel nostro paese la sociologia clinica è approdata con notevole ritardo e non ha trovato adeguate accoglienza.
Non è difficile comprendere i motivi di questa resistenza, dovuti anche alla peculiarità della nostra cultura, orientata verso elaborate forme di speculazione teorica che verso il pragmatismo tipico della cultura statunitense.
La sociologia clinica è una sociologia pratica centrata sullo studio dei casi e orientata soprattutto, a differenza di quella accademica, al cambiamento.
Essa analizza e produce diagnosi e mira ad influenzare il Comportamento sollecitando una crescita.
L'interesse verso questo approccio è dovuto, almeno in parte, al fatto che la sociologia, radicandosi nella nostra cultura si è notevolmente rafforzata sia dal punto di vista professionale che da quello disciplinare.
La sollecitazione a sperimentare nuove possibilità di impiego viene oggi alla sociologia anche da richieste dei sociologi professionali che, sempre di più inseriti in ambiti occupazionali diversi, trovano insoddisfacenti le risposte delle teorie sociologiche tradizionali alla prassi quotidiana.
La sociologia clinica dunque, si configura come una specializzazione di tipo pratico umanistico e multidisciplinare che cerca di migliorare la qualità della vita delle persone attraverso una valutazione critica delle opinioni, delle linee di condotta politica e delle attività pratiche con una attenzione al miglioramento della situazione ed all'intervento, inteso come creazione di nuovi sistemi ovvero come cambiamento dei sistemi esistenti.
Il sociologo clinico tenta di trasporre le teorie e le metodologie della sociologia in un meccanismo d'interventi praticabili che aiuti nella produzione di un cambiamento sociale accettabile per tutte le persone coinvolte nelle conseguenze delle trasformazioni sociali che ne derivano.
I sociologi clinici hanno differenti aree di competenze:
• educazione alla salute
• mediazione dei conflitti
• facitilazione di focus group
• realizzazione e gestione di politiche sociali.